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Artemisia Gentileschi - inBREVE

Giacomo Balla - inBREVE

 


Piccolo cenno sulla vita:

Giacomo Balla nasce il 18 luglio 1871 a Torino da Lucia Giannotti, sarta, e da Giovanni, chimico industriale, appassionato fotografo dilettante. Figlio unico, resta orfano di padre a nove anni; deve la sua ascesa sociale alla determinazione della madre che investe tutti i propri guadagni sull'educazione del figlio. Fin da adolescente mostra interesse per l'arte: inizia a studiare il violino, ma abbandona presto la musica per dedicarsi alla pittura e al disegno. Dopo gli studi superiori si iscrive all'Accademia Albertina, dove studia prospettiva, anatomia e composizione geometrica, sotto l'insegnamento di Giacomo Grosso. Nel 1891 esordisce come pittore presso la Società promotrice di Belle Arti di Torino, ambiente frequentato dall'aristocrazia e dall'alta borghesia torinese. Nel 1895 lascia Torino per stabilirsi con la madre a Roma dove rimarrà tutta la vita. Qui si avvicina alla nuova tecnica divisionista e al futurismo.


“Dinamismo di un cane al guinzaglio”

La superficie della tela è dipinta con pennellate rapide che creano delle omogenee zone di colore. In questo caso si tratta delle sagome del corpo del cane e della veste della donna. I colori utilizzati sono di una gamma molto limitata. Sembra quasi un insieme di immagini del cane in movimento sovrapposte l’un l’altra.


“Le mani del violinista”

Nella tela il pittore ha seguito, per una frazione di secondo, il magico spostamento delle mani sullo strumento. L'immagine, che appare come una sequenza di fotogrammi lievemente sfalsati e sovrapposti, vince l'effetto statico e comunica una spettacolare impressione di velocità e movimento. L'opera, così come Bambina che corre sul balcone, mostra grande interesse, nutrito dall'artista sin dai primi anni del secolo, nei confronti della fotografia e rivela un'attenta riflessione sui principi della fotodinamica.


“Velocità d'automobile (Velocità n. 1)”

Definita nel Manifesto del futurismo “più bella della Nike di Samotracia”, l’automobile diventa in Balla l’emblema della vittoria sulla difficoltà di rappresentare la velocità in pittura. Il dipinto "Velocità d’automobile" è un olio su tela, che appartiene ad una serie di quadri iniziata dall’artista, tra 1913 e il 1914. Questi dipinti avevano come tema centrale la scansione della velocità dell’automobile, che Balla studiò e raffigurò in diverse espressioni e formati. Il movimento meccanico dell’automobile, fu per Giacomo Balla un elemento essenziale per rappresentare la velocità secondo i concetti teorici del Futurismo.



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