domenica 31 gennaio 2021

Marina Abramovic’ e la Performance art - inBREVE

 





Marina Abramovic’ nasce il 30 novembre 1946 a Belgrado ed è (come lei si è definita) la “nonna della Performance art”

performance art

La performance art è un’azione che un artista compie davanti ad un determinato pubblico (può avvenire ad una mostra o da una galleria per esempio) che riscuote in esso una sensazione o un’emozione particolare. La performance art è momentanea ma viene resa immortale per mezzo della fotografia o per mezzo di registrazioni cinematografiche.

Carriera artistica:

La sua carriera artistica inizia il 30 novembre 1960 quando ha 14 anni. I suoi genitori gli avevano comprato dei colori e lei li unì e li mischiò con pietre e sabbia, cosparse poi tutto con della trementina e diede fuoco al tutto con un fiammifero e disse: “Questa è l’alba” era appena nata la performance art. Dal 1965 al 1972 studia presso l'Accademia di Belle Arti di Belgrado per poi insegnare all’accademia di belle arti di Novi Sad. Dopo questa piccola premessa iniziamo a vedere alcune delle sue performance più note…


“Rhythm 0”

Ci troviamo nella galleria Studio Morra di Napoli, è il 1974 e Marina dispone su un tavolo 72 oggetti i quali devono essere utilizzati nei confronti dell’artista nel modo più vario, i 72 oggetti erano i seguenti: Acqua Scarpe Sciarpa Sedia Sega Spazzola Specchio Spillone Stringhe di pelle Tubo metallico Unghie Uva Vernice bianca Vernice blu Vernice rossa Vino Zolfo Zucchero ecc… la performance durò sei ore, durante le prime alcuni spettatori la accarezzarono ma man mano che il tempo passava alcuni spettatori la spogliarono, le graffiarono e la strattonavano, lei si era assunta tutte le responsabilità, perciò rimase immobile fino alla fine della performance. Avrei voluto mettere il video ma mi avrebbero censurato l’articolo, perciò ecco solo alcune immagini


“Rhythm 5”

Questa performance del 1974 consiste nell’artista che si muove nei pressi di una grande stella a cinque punte di legno intrisa di petrolio e incendiata. Durante la performance Marina si taglia i capelli e le unghie di mani e piedi per gettarli nel fuoco creando esplosioni di luce simboleggiando la purificazione. Alla fine della performance L’artista si è lanciata dentro la stella per poi svenire a causa del fumo e della mancanza di ossigeno, dopo aver ripreso conoscenza l’artista disse: "Ero molto arrabbiata perché avevo capito che c'è un limite fisico: quando perdi conoscenza non puoi essere presente; non puoi esibirti." Ecco alcune immagini dell’evento:

non posso pubblicare alcuna immagine di questa performance per ovvi motivi ma su internet vi sono varie immagini.

“Thomas Lips”

Questa performance è del 1975 ed inizia con l’artista che ingurgita un kilogrammo di miele con un brillante cucchiaio di argento, successivamente beve un litro di vino bianco e rompe il bicchiere con le sue stesse mani, passa poi per compiere atti di autolesionismo per simboleggiare l’autopunizione che imponeva il cristianesimo nel medioevo. Si incide con un rasoio una stella a cinque punte sulla pancia e una croce. Il pubblico si rende conto che l’azione sta degenerando perciò interviene per salvare l’artista. È proprio la reazione del pubblico che diventa performance.

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