lunedì 8 febbraio 2021

Edward Hopper e la sua solitudine inquietante - inBREVE

 


Carriera e vita:

Edward Hopper nasce il 22 luglio del 1882 a Nyack, piccola cittadina sul fiume Hudson, nel sud-est dello stato di New York. Già dall’età di 5 anni, dimostra la sua dote per il disegno, così i suoi genitori lo incoraggiano a leggere libri e riviste sull’arte. Dal 1895 inizia a dipingere soprattutto navi e ciò che riguarda il mondo del mare. Nel 1900 cominciò a frequentare la New York School of Art dove incontrò molti di quelli che diventeranno gli artisti americani più importanti, tra cui troviamo Guy Pène dei Bois, Rockwell Kent, Eugene Speicher e George Bellows. Il successo arriva nel 1924 quando alcuni suoi acquerelli furono esposti a Gloucester nella galleria di Frank Rehn.

Stile:

La pittura di Hopper riprende la struttura degli impressionisti e la adatta ai suoi canoni. Questa influenza è dovuta al viaggio a Parigi che fece nel 1908. Hopper predilige architetture nel paesaggio, strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali. Le immagini hanno colori brillanti ma non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di estraniante e ultraterreno. Non a caso André Breton (poeta ed esponente del surrealismo) lo accostava il Giorgio de Chirico americano. Vediamo alcune opere…


“i nottambuli”

Il quadro venne completato il 21 gennaio 1942 e poi esposto nella galleria d'arte di Rehn. In quell'occasione il dipinto venne messo in vendita e venne acquistato da Daniel Catton Rich, il direttore dell'Art Institute of Chicago. In quest’opera Hopper vuole rappresentare la vita notturna ma non della città, vuole rappresentare più che altro le persone che frequentano la citta di notte: i cosiddetti nottambuli. Non è chiaro se il locale dipinto nel quadro fosse reale o fosse frutto dell'immaginazione del pittore. Lo stesso Hopper disse che si era ispirato ad un locale che si trovava a Greenwich Village, nel quartiere di Manhattan. Alcuni studiosi ritengono invece che questo bar dovesse trovarsi a Mulry Square, all'incrocio tra la 7ª Avenue South, Greenwich Avenue e l'11ª West Street, a sette isolati dallo studio del pittore. La strada è deserta e all’interno del locale vi sono solo 4 personaggi piuttosto cupi che non interagiscono fra di loro perché sono completamente immersi nei loro pensieri. Con questo quadro il pittore vuole esprimere la solitudine.


“Automat (Tavola calda)”

Quest’opera del 1927 rappresenta una donna che fissa un caffè in un fast food. Fu Jo, la moglie di Hopper a fargli da modella per il quadro. Nel dipinto è come se in tempo stesse rallentando per fermarsi, i colori sono cupi e disorientanti. È chiaro che sia notte, ma dalle vetrate, dell’esterno, non si vede niente. La donna ha rimosso un solo guanto, il che può indicare che è distratta, che ha fretta e può fermarsi solo per un momento, o semplicemente che è appena arrivata dall'esterno, e non si è ancora riscaldata. Ma quest'ultima possibilità sembra piuttosto improbabile, perché si nota un piccolo piatto vuoto sul tavolo, di fronte alla sua tazza, da ciò si può intuire che potrebbe aver mangiato uno spuntino ed essere stata seduta in questo posto per qualche tempo.

 

“Stanza a New York”

Questo dipinto del 1932 ha come protagonisti una coppia composta da uomo e donna. L’inquadratura è molto particolare perché sembra quasi che qualcuno stia spiando ciò che accade all’interno della stanza. Vi è un forte contrasto cromatico fra esterno (nero e sfumature di grigio) e interno (giallo, rosso, marrone, nero ecc…). Con questo quadro Hopper vuole più che altro esprimere il fatto che le persone (solo alcune) anche se sole stanno bene con loro stesse: una donna suona qualcosa al piano mentre un uomo è chinato sulla poltrona per leggere tranquillamente il giornale.

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