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Artemisia Gentileschi - inBREVE

Gli affreschi della Villa dei Misteri - Pompei - inBREVE

 


La Villa dei Misteri è una villa di campagna che si trova ad alcuni metri dalle mura della vecchia Pompei. Come molti Sanno, fu sepolta e rovinata (anche se molto meno rispetto ad altre abitazioni) dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nell’agosto del 79 d.C. E’ in assoluto l’abitazione più visitata degli scavi di Pompei, soprattutto per i fantastici affreschi situati all’interno di triclinio (zona adibita alla ristorazione) rappresentanti i riti misterici. Venne riportata alla luce fra il 1909 e il 1910 grazie ad uno scavo condotto dallo stesso proprietario del terreno nel quale si trovava. Analizziamo i suoi affreschi più nel dettaglio…

DESCRIZIONE:

Sono gli affreschi meglio conservati della pittura antica e la loro restaurazione si è conclusa nel 2015. Nell’affresco appaiono pochi elementi architettonici come ripiani, lesene e un fregio composto da 3 fasce. Su uno sfondo rosso acceso sono rappresentate delle figure umane a grandezza naturale. Si sta svolgendo un rito di iniziazione ai Misteri Dionisiaci. Vediamo l’opera da sinistra a destra… un giovane ragazzo tiene in mano il foglio con le procedure da seguire per svolgere il rito, mentre una ragazza porta un vaso di offerte. Procedendo troviamo delle donne che si detergono per purificarsi, alla loro destra Sileno, maestro di Dioniso, suona la cedra. Successivamente troviamo di nuovo Sileno, che offre da bere ad un Satirello (divinità greco-latina dei boschi rappresentata come un uomo con orecchie, coda ed estremità inferiori caprine o equine; con i sileni e le ninfe, queste divinità erano associate al culto di Dioniso) mentre assiste alle nozze fra Dioniso e Arianna. Una figura alata è intenta a colpire una ragazza inginocchiata, che sta subendo il rito di iniziazione. Mentre tutto ciò accade, una donna le accarezza i capelli per consolarla, mentre una donna danza. Tutta la scena si svolge sotto la padrona di casa.

STORIA:

La villa venne costruita nel II secolo a.C. e tocco il suo punto di massimo splendore nell’età Augustea. Si trattava originariamente di una villa d'otium dotata di ampie sale e di giardini pensili, in una posizione panoramica, a pochi passi dal mare che permetteva una vista del golfo di Napoli spettacolare. La situazione cambia nel 62 d.C. quando un terremoto ne rovinò una parte. Venne poi modificata aggiungendo diversi ambienti ed attrezzi agricoli come torchi per la spremitura dell'uva

Dettagli:




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